Soltanto ascoltare
Parlare.
Raccontare.
Opinare.
Giudicare.
Consolare.
Consigliare.
Rimproverare.
Incoraggiare.
Noi siamo costantemente pronti a tutto questo nei confronti del prossimo, sempre più bravi ed allenati. Ci siamo convinti che si debba, necessariamente, produrre una qualche forma di riscontro a quello di cui veniamo a conoscenza.
E' il motivo per il quale finiamo per avere da ridire su tutto, con un'opinione avversa, contraria, di conferma, di aggiunta, di morale o di rimprovero, di biasimo o di congratulazione che sia.
Mi sono convinta, invece, quanto spesso sia più proficuo, e anche più umano, fermarsi un passo prima, fermarsi alla pura constatazione.
Ascoltare.
E' un gesto di grande umanità sempre più in via d'estinzione. E' umano perché l'ascolto è comprensione senza giudizio. E grande perché saper ascoltare e comprendere senza intervenire è segno di grande empatia, altra sconosciuta.
Tornare ad ascoltare
Non ne faccio soltanto una questione morale di sospensione del giudizio.
Lo ravviso come il bisogno di tornare ad ascoltare prima di tutto per noi stessi.
Ascoltare significa sempre e in ogni caso imparare. Ascoltare comporta anche saper mettersi in maniera crescente nei panni degli altri. Pertanto, favorisce lo sviluppo della capacità di conoscere e di entrare nel mondo delle emozioni e nel modo di viverle altrui. E poi, tornare ad ascoltare significa anche tornare ad essere un po' bambini, quando non ci saremmo mai sognati di polemizzare con le conoscenze che ci impartivano i grandi e restavamo increduli e pensierosi ma pronti ad accogliere quelle nuove acquisizioni ogni volta.
Ricordate ancora la sensazione?
È certo che siamo cresciuti ed abbiamo sviluppato personalità e capacità di giudizio, ma insieme ad esse abbiamo anche una dimentica possibilità di metterle da parte quando serve. Dobbiamo imparare a sfruttare questa opportunità, per riscoprire il gusto di restare ancora incantati a percepire il mondo anche attraverso gli occhi degli altri. In qualsiasi modo esso appaia.
Saper ascoltare
Se pensiamo che tutti abbiano bisogno di un'opinione quando ci raccontano qualcosa, sbagliamo. Il più delle volte hanno soltanto bisogno di essere ascoltati, di mettere il loro nero sul nostro bianco, un bianco che li aiuti a fare chiarezza, a raccontarsi per potersi vedere dal di fuori ma non con i nostri occhi. Del resto, non è un sollievo non dover, per forza, intervenire in merito a qualcosa? Oltre ad essere un grande privilegio, quello di provare emozioni sconosciute da semplici ascoltatori.
E se torniamo ad esercitare l'ascolto con le persone, inizieremo a sentir parlare anche il mondo inanimato. La natura, le città, il cielo, il mare, il silenzio vanno ascoltati come si fa con le persone perché hanno storie non verbali da raccontare.
E sarà questo il risvolto soprannaturale del magico potere di ascoltare.
Oggi cosa ascolterete ?
©Valentina Poce

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