Elogio della naturalezza
Vivere secondo natura. In un concetto basilare, che potrebbe sembrare addirittura scontato, si cela un modo di vivere che racchiude, segretamente, qualche forma di essenza della felicità.
Perché è così difficile da perseguire ?
La naturalezza, nelle sue due accezioni principali, compendia una vita perfettibile a 360 gradi: la naturalezza delle persone e quella delle cose.
La prima è una forma di spontaneità e fedeltà ai propri modi. Che belle le persone spontanee!
La naturalezza delle cose è, invece, una forma di coerenza e di partecipazione delle cose stesse alla natura, attraverso il rispetto dei suoi principi. Che benessere autentico quello dei prodotti naturali!
Eppure sono immense le difficoltà che il vivere moderno comporta nel perseguimento di tutto questo, sia nell'una che nell'altra accezione, in questo mondo artefatto a pennello.
Vogliamo sembrare quelli che non siamo e che crediamo sia bene essere, poveri illusi! Così finiamo per apparire ridicoli, oltre che privi di ogni sorta di attrazione, oltre che lontani da qualsiasi forma di felicità personale.
Poi, vogliamo rendere perfetti i prodotti che la natura gratuitamente ci offre, al fine di ovviare alle carenze che la spontaneità potrebbe comportare, carenze nella qualità e nella quantità dei prodotti. Abbiamo messo troppa chimica in questa fisica degli eventi. Invece, la natura è un meccanismo perfetto, fatta eccezione per i gravi danni che vi abbiamo apportato noi, uomini imperfetti.
E, nel suo infallibile funzionamento, saprebbe compensare a dovere la carenza di qualcosa con l'abbondanza di altro.
Questo discorso non vuole annullare secoli di progresso scientifico né settori di fondamentale importanza. Ma quanto ricorso in meno faremmo al resto, se vivessimo secondo natura?
E' un interrogativo quasi retorico, che mi pongo sempre più spesso. E' un'esigenza crescente, tra prodotti alimentari che vengono ritirati dal mercato, topi nei surgelati e intolleranze alimentari sempre più diffuse, vere intossicazioni in realtà, alla ricerca di un prodotto bello anche a costo di ottenerlo insano. Per non parlare di quella produzione biologica, che dovrebbe essere la panacea di tutti i mali ma, troppo spesso, tanto biologica non è. Paradossi, se ci soffermiamo a riflettere.
E se ora volessimo disquisire sulle cause della mancata naturalezza delle persone, allora strariperemmo come fiumi in piena! Non devo raccontare io quanto sia fasulla, spesso, quell'immagine di noi che si cela dietro ad un social, quanto l'invidia sociale e la rincorsa di "non so che cosa" abbiano rovinato i rapporti umani, annullato la voglia di averne e boigottato la loro sincerità.
Penso che far cambiare rotta alle persone sia molto difficile perché occorre reciprocità. Con la natura delle cose, forse, si può fare qualcosa più agevolmente! Questo mi riporta ogni giorno di più alla voglia di uno stato di natura, di ritmi perfetti, di prodotti sani nell'imperfezione e di una fruizione del mondo della natura senza terze interferenze.
Qualche mia ricetta naturale
Dopo questa lunga premessa ideologica, vi lascio qualche modo di godere dei benefici della natura in modo diretto ed utile. Ogni stagione ci offre prodotti meravigliosi che, con un po' di fantasia e ragionamento, possiamo sfruttare in toto, non solo nutrendocene ma ricavandone degli alleati per il nostro benessere. Sono ricette mie, nulla di scientificamente testato ma, in compenso, tutto molto naturale!
Scrub per il cuoio capelluto.
Ne avevo sentito già parlare sul web qualche volta, ora ne ho testato l'efficacia. Gli ingredienti che ho assemblato io sono: zucchero, miele, olio di oliva. Ho evitato di avvalermi del balsamo, come viene anche consigliato, per non inserire prodotti chimici. Due cucchiai di zucchero, amalgamati con uno di miele e mezzo di olio di oliva, sono sufficienti. Occorre poi un po' di pazienza nel lavorali insieme, al fine di affinarne la grana ed ammorbidirne la consistenza. L'applicazione non è per gli impazienti: è un prodotto naturale e risulta un po' colloso ma non impossibile da applicare. Il segreto è scaldarlo tra le mani. Raccomando movimenti delicati e un'applicazione precisa sulla cute. Sul cuoio capelluto si avverte un'immediata sensazione di riattivazione della circolazione. Dopo il normale lavaggio, la capigliatura apparirà più morbida, lucente e fluente. Ovviamente, io consiglio di non esagerare con l'uso. Basta una volta al mese.
Maschera per il viso
Indovinate con cosa? Qualche indizio: è un frutto della stagione autunnale, dolce, arancione, a volte vanigliato... ci siete? E' il cachi. (Sì, proprio così: approfitto per disambiguare un dubbio diffuso. E' un nome maschile invariabile, quindi cachi si usa sia al singolare che al plurale.)
Ne basta e avanza la polpa di uno, mescolata e raffinata con un po' di farina e qualche goccia di olio di oliva. L'effetto è una pelle idratata a fondo, morbida, liscia e distesa.
Ovviamente, provate per credere e fatemi sapere. Sono esperimenti miei ma è tutto così naturale che male non possono fare!
Valentina Poce

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