Di che cioccolato sei?



Quando iniziamo a voler stiepidire l'atmosfera delle nostre giornate, come in questo periodo dell'anno, nell'esigenza di far fronte ai primi freddi e alle giornate più corte ed avide di luce solare, entra in scena, di diritto, il cioccolato
Avvolgente, consolatorio, energizzante, profuma d'inverno e si prepara, da ora in poi, ad essere declinato in infinite forme.
Sono convinta che anche la passione per il cioccolato sia governata da un sacro vincolo di somiglianza. 

Tu di che cioccolato sei?

Per fare un po' di ordine mi orienterò tra queste principali tipologie : fondente, al latte, gianduia e bianco (che, poi, tanto cioccolato non è). E con esse giocherò ad interpretarle, a renderle un po' umane, a tracciare profili con i quali identificarvi.

Il fondente, il più ricco in percentuale di cacao, è un passionale che segue ed asseconda il gusto per i sapori decisi della vita e in essa si tuffa a capofitto. La vive fino fondo, incappando anche in quel suo sapore un po' amaro, ma sempre e soltanto con l'intento di scoprirne un retrogusto dolce, autentico, insuperabile, convinto di poterlo incontrare soltanto lì, all'apice del sapore forte. Ha le sembianze di un rischio che, una volta corso, ripaga bene, benissimo.


Il cioccolato al latte è un saggio equilibrista. Ha scoperto il modo ed il vantaggio di porsi a metà tra la vitalità selvaggia del cacao puro e la dolcezza rassicurante e un po' ancestrale del latte, l'ingrediente magico che ha il potere di lasciarci per sempre un po' bambini. E' la scelta di crescere, cercando per sempre, nella vita, il modo di giocare.


Il cioccolato gianduia, invece, ha scoperto, crescendo, grazie al connubio con le nocciole, una sua originale connotazione senza la quale ora non sarebbe più se stesso. Ha quella ricchezza che deriva soltanto dalle unioni più autentiche e ne ha fatto la sua fortuna, essendo la caratteristica che lo rende infinitamente interessante. 


Il cioccolato bianco è un dolce più che un cioccolato, non contenendo affatto cacao, ma somiglia ad una rassicurante nonna, zia, amica , di cui si ha bisogno o che ci si appresta ad essere per qualcuno, sempre pronta ad accoglierci e coccolarci come bambini, anche quando bambini non lo siamo più.





Sì, direi che da ogni variante di cioccolato si possano ricavare delle tendenze sul modo di essere, delle somiglianze che lo rendono così antropomorfo e in grado di dare risposte sulle nostre esigenze più intime, a seconda del cioccolato di cui abbiamo più voglia. E, da adesso,  giocate a pensarci e a tracciare identikit anche voi, mentre godete del cioccolato. 



Qualche notizia in più 

Vi annoto un compendio di alcune informazioni sul cioccolato  che ho raccolto in modo semplificato e sintetico, rispetto alla grossa confusione che se ne fa in genere. Potrà soddisfare qualche curiosità o esservi di aiuto nel consumo e nella scelta di cioccolatose prelibatezze.
Il nome scientifico dell'albero dal quale si ricava il cioccolato è Theobroma cacao. È un nome di etimologia greca e non dovrebbe stupirvi troppo sapere che significhi "cibo degli dei".  E' una pianta originaria dell'America Latina e iniziò ad essere coltivata dai Maya intorno al 1000 a.C. In Europa, però,  i semi di cacao iniziarono ad essere importati soltanto intorno al 1600 d.C. 



Il cioccolato è un alimento che, oltre ad essere molto calorico, contiene varie proprietà benefiche. E' ricco di flavonoidi con effetto antiossidante; stimola la produzione delle endorfine e della serotonina; è vasodilatatore e abbassa la pressione, perciò riequilibra il sistema cardiocircolatorio. Insomma, può giovare alla giovinezza, all'umore e al cuore.  Tutto dipende dalle dosi che se ne consumano e dal prodotto cioccolatiero scelto. 
E per questo sarà utile sapere che le cabosse, ovvero i frutti della pianta del cacao,  contengono dei semi, le cosiddette fave di cacao.  Da questi semi si ricavano varie materie prime diverse. Da una macinazione grossolana si ottiene la massa di cacao (detta anche liquor). Isolando la parte grassa di questo impasto si ricava il burro di cacao, ovvero la parte oleosa dei semi di cacao, che ammonta al loro 50/57%. 
Dalla pasta rimasta dopo l'estrazione del burro, attraverso un ulteriore processo che assorbe la rimanente parte oleosa, si ottiene, invece, la polvere di cacao. E' per queste sue caratteristiche che il cacao in polvere è considerato più puro e benefico delle altre materie prime, perché privo di grassi. Dalla miscelazione di queste materie prime e di altri ingredienti e additivi deriva il cioccolato vero e proprio e se ne ottengono le varie tipologie a seconda delle percentuali degli ingredienti base impiegati. Ne consegue, in linea generale, che meno sono gli additivi in fase di miscelazione del cioccolato, più si mantiene intatta la sua purezza, intaccata, invece, da processi di lavorazione e da ingredienti aggiunti. E' da questo punto di vista che il cioccolato artigianale differisce e si distingue dal cioccolato di lavorazione industriale.  Se c'è da aggiungere un grasso è ovvio che sia più pregiato un cioccolato che preveda la sola aggiunta di burro di cacao che, ricco di antiossidanti naturali edi essendo un grasso stabile, è un grasso "buono". 

Valentina Poce










Commenti

  1. Grazie Vale,
    nn conoscevo tutte queste proprietà del cioccolato. 😊

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    1. Mi fa piacere tu abbia apprezzato allora! Grazie a te Elisa😘

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